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UNA LEGGE PER LO SPETTACOLO DAL VIVO ENTRO 18 MESI
- LO HA DICHIARATO FRANCESCO GIRO (MINISTERO BENI E ATTIVITA’ CULTURALI) -
Il sottosegretario è intervenuto a Napoli alle Giornate di Teatro. Francesconi (Agis): le risorse per lo spettacolo investimento e non spesa corrente
“Una legge per lo spettacolo dal vivo, entro e non oltre diciotto mesi da oggi, fatta dal governo”. Lo ha annunciato il sottosegretario di Stato del ministero per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Maria Giro, intervenuto a Napoli alle Giornate del Teatro. “Sarà una legge agile – spiega Giro - con pochi articoli, che recepirà indicazioni dalle proposte normative già esistenti, e che si fonderà su tre pilastri: il primo è quello istituzionale per stabilire con chiarezza le competenze tra Stato, Regioni ed enti locali; il secondo riguarda le regole che devono basarsi su principi chiari; il terzo riguarda invece gli aspetti fiscali”. Per quanto riguarda le risorse, il sottosegretario Giro ha garantito che verrà fatto il possibile per preservare il Fondo unico per lo Spettacolo che dovrà essere agganciato alla legge per lo spettacolo dal vivo. “E’ arrivato il momento – aggiunge Giro - di fare scelte politiche decise per un settore più volte costretto ad inseguire la politica. La Cultura deve essere considerata una risorsa”.
Il sottosegretario Francesco Maria Giro ha anche dichiarato di sottoscrivere le richieste del presidente dell’Agis, Alberto Francesconi, che nel suo intervento ha sostenuto non solo l’importanza di considerare investimento e non spesa corrente le risorse pubbliche destinate allo spettacolo, ma anche la necessità di una legge per la quale l’Agis, una volta sentiti gli associati, è pronta ad aprire una Vertenza. “Il principio dell’investimento – sostiene Francesconi – è importante perché apre scenari nuovi nei rapporti tra la politica, la pubblica amministrazione e lo spettacolo. Il primo scenario conduce alla definizione di obiettivi, criteri, modalità e ambito degli interventi delle regioni e degli enti locali in concertazione con quelli definiti dallo Stato. Il secondo scenario non prevede più assegnazioni di contributi, ma stipula di convenzioni triennali per passare da un rapporto di sudditanza discrezionale, specie in sede locale, ad un rapporto contrattuale, libero dal burocraticismo, rispettato dalle aziende e controllato dalla pubblica amministrazione: un contratto che esalti la creatività artistica e la libertà imprenditoriale”. Francesconi invita inoltre la politica a definire un trasparente sistema di gestione dei rapporti tra pubblica amministrazione e spettacolo e a prevedere una presenza più incisiva degli operatori negli organi decisionali. “Basta con le accuse di sprechi – sottolinea il presidente dell’Agis – Le gestioni in affanno vanno esaminate in rapporto alle norme che le hanno consentite, ai controlli non eseguiti, alle Commissioni di nomina esclusivamente partitica”.
Il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, che ha portato i suoi saluti al convegno, ha, tra l’altro, sottolineato l’importanza della Legge Regionale per lo Spettacolo in Campania approvata nel 2007 che riguarda la programmazione triennale 2007/2009 con un finanziamento di 20 milioni di euro annui provenienti dai fondi ordinari della regione Campania con il particolare segnale di una quota destinata alle giovani generazioni. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, il componente della Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni, Sandro Arco; la responsabile Beni e Attività Culturali dell’Anci e sindaco di Mantova, Fiorenza Brioni; il presidente dell’Upi, Fabio Melilli; l’assessore alla Cultura della provincia di Napoli, Antonella Basilico; il presidente dell’Eti, Giuseppe Ferrazza; i vicepresidenti Agis, Roberto Toni, Luigi Grispello e Fiorenzo Grassi; il presidente della Fondazione per l’Arte Teatrale P.L.A.TEA, Sergio Escobar; il nuovo presidente della Federdanza, Francesca Bernabini, e Maurizio Scaparro, vice presidente vicario Agis.
Le Giornate, promosse dalla Fondazione Campania dei Festival e organizzate dall’Agis, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, in collaborazione con l’Eti, Ente Teatrale Italiano, e con il patrocinio e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono proseguite con un confronto sullo spettacolo, considerato come realtà collocata tra industria ed eccezione culturale, ed il suo impatto economico indotto sul territorio coordinato dal direttore del Napoli Teatro Festival Italia, Renato Quaglia, a cui sono intervenuti Matteo Bagnasco, Assessorato alla Cultura Comune di Torino, Claudio Bocci, direttore Federculture Servizi, coordinatore Ravello Lab, Francesca Colombo, segretario generale Festival MITO – Settembre Musica, Sergio Escobar, presidente Fondazione per l’Arte Teatrale P.LA.TEA, Ilaria Morganti, Centro Ricerca Ask, Università Bocconi di Milano, Giandomenico Celata, docente di Economia dei Media, Università La Sapienza di Roma, Maurizio Scaparro, vicepresidente vicario Agis, Roberto Toni, vicepresidente Agis, Michele Trimarchi, docente di Economia della Cultura Università di Bologna, Angelo Zaccone Teodosi, presidente Isicult. Le Giornate si spno concluse con un forum sul tema dei festival come occasione di sviluppo e identità coordinato da Emanuela Rossini e a cui sono intervenuti i direttori Alex Poots del Manchester International Festival, Carmen Romero del Santiago a Mil Festival, Renato Quaglia del Napoli Teatro Festival Italia, Constantin Chiriac del Festivalul International de Teatru de la Siblu, Go Ching Lee del Singapore Arts Festival, Franco Punzi del Festival della Valle d’Itria e presidente ItaliaFestival e Rachele Furfaro. Nel corso del forum sui festival è stato presentato il documentario “Napoli-Manchester: l’occasione di un Festival in due città post industriali” (produzione Napoli Teatro Festival-RTTR) con interviste di Emanuela Rossini a Enrico Cardillo e Peter Saville.

3 Comments
Posted on 14 Jun 2008 by elettra
 
 
 
 
 

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