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ANTONIO CASTELLO, ELOGIO DELLA PROFESSIONALITA'
- La modestia e la discrezione sono le sue doti peculiari, la professionalità e l’amore per il lavoro sono il suo punto di forza, la famiglia è sempre al centro dei suoi pensieri -
Quando si intervista un personaggio, il primo elemento da evidenziare è la biografia. E così facciamo anche noi con Antonio Castello, giornalista e scrittore, esperto di cose di nicchia italiane (che poi così di nicchia non sono), addetto stampa di prestigiose realtà del comparto turismo, autore di successo.
A chi scrive può far velo l’antica amicizia, la stima, l’affetto per la persona; ma non più di tanto, in realtà, perché la vita e l’attività di Antonio Castello sono sotto gli occhi di tutti e chiunque le può apprezzare. Le sue doti più evidenti? Nerbo, caparbietà, mobilità intellettuale, cultura.
“Sono di origini pugliesi – ci dice - ma non ho mai vissuto in questa meravigliosa regione. Mi ritengo quindi romano, almeno di adozione, pur non avendo mai dimenticato la terra che mi ha dato i natali, i cui riferimenti sono stati abbastanza costanti nel corso di tutta la mia vita”.
Nato il 21 maggio, dunque sotto il segno del Toro, anche se molto “confinante” con i Gemelli, in realtà Antonio Castello potrebbe essere un Sagittario, essendosi occupato da sempre di viaggi e turismo ed avendo viaggiato moltissimo (lui dice con modestia: “abbastanza”). “Oltre all’Italia – ci conferma - ho visitato quasi tutti i paesi europei, il Medio Oriente, il nord Africa, alcuni paesi dell’Estremo Oriente, dell’America Centrale e gli Stati Uniti”.
La destinazione estera che lo ha più colpito è la magica Thailandia, e come potrebbe essere diversamente? Una terra straordinaria, affascinante, dove natura, storia e cultura si fondono armoniosamente ...
"Sapori e Piaceri d'Italia" (1996), Editrice Sallustiana, Roma, è la sua prima opera, seguita da "Feste popolari in Italia" (1998), Editrice Sallustiana, Roma.
Nel 2001 Antonio Castello scrive una Guida Essenziale sulla Polonia, destinata ad un target particolare, vale a dire coloro che si muovono in gruppo (per questo la dizione “essenziale”); motivo? la conoscenza del Paese, la stima per un popolo particolarmente sfortunato e la bellezza di un territorio tutto da scoprire.
Poi arrivano: "Guida alle Sagre Enogastronomiche nel Lazio" (2004), Arsial-Regione Lazio, Roma e l'ultimo nato "Almanacco dei giorni di Festa - Guida alle feste religiose in Italia" (2008), Vallardi Editore, Milano.
Quanta Italia hai visitato e studiato, e per quanto tempo, per arrivare a mettere insieme un simile patrimonio di dati ed informazioni?, domandiamo
“Diciamo che tutte le mie opere sono maturate nel corso degli ultimi 15 anni, – è la risposta - ma dire quanto tempo abbia dedicato a ciascuna di esse è impossibile. Il filone (Sagre e Feste) era unico, per cui il lavoro di ricerca ha riguardato tutte contemporaneamente. E’ stato l’approfondimento che ognuna ha richiesto che è variato (mediamente uno o due anni, considerate le altre mie occupazioni)”.
La vita professionale di Antonio Castello, apparentemente un tranquillo signore molto discreto e gentile, che in realtà è un vulcano di idee, è costellata di successi personali (una splendida famiglia, con l’amatissima moglie Antida e l’adorata figlia Ulda), editoriali, giornalistici. Ha ricevuto vari riconoscimenti fra i quali alcuni premi importanti (1° classificato - Sezione Periodici - indetto dal Ministero dei Lavori Pubblici sull’Educazione Stradale e due 2° premi – Sezione Quotidiani - indetti dall’Associazione industriali sull’Educazione Ambientale). Nel 2004 è stato premiato dalla Federazione Nazionale della Stampa e dal Gruppo Nazionale Uffici Stampa quale “Addetto Stampa dell’Anno” per la sezione Ambiente.
Quali sono stati gli incontri di spicco nella tua vita di giornalista e scrittore?, chiediamo ancora.
“ Forse non c’è stato nella mia vita professionale un solo incontro, – spiega Antonio Castello - ma tantissimi incontri: autorità, politici, colleghi dai quali ho cercato sempre di ispirarmi al meglio cercando di cogliere ogni aspetto positivo: onestà, educazione, rispetto per il prossimo, intelligenza, cultura”.
E passando ad argomenti più leggeri, i cosiddetti argomenti “in chiusura”, quali sono le preferenze in tema di musica, letture, e quali gli hobbies?
“ Sono rimasto legato alla musica leggera, soprattutto degli anni ’60 e ’70. Ma la buona musica l’apprezzo tutta. Mi piace molto la storia e la politica (quella sana). Di conseguenza sono questi gli argomenti preferiti per le mie letture. Tra gli hobbies prevalgono il giardinaggio e il bricolage (segnatamente la falegnameria)”.
(Elettra Ferraù)

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Posted on 24 Feb 2009 by elettra
 
 
 
 
 

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