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LA VITA DI ARTURO TOSCANINI IN UN DOCU- FILM INTERNAZIONALE
- NEL CAST L’ATTRICE ROMANA VALENTINA CHICO -

di Enrico Stella
Arturo Toscanini, il più celebre direttore d’orchestra della Storia, è scomparso nel 1957 e le celebrazioni del cinquantenario non sono ancora terminate. Tra gli eventi più concreti, la scorsa primavera, è stato girato a Parigi il docu-film Toscanini in his own words. Sarebbe stato facile produrre una storia romanzata, come spesso avviene nel mondo del cinema e delle fiction televisive: la vita avventurosa di questo musicista, quasi leggendario, avrebbe potuto stimolare la fantasia di qualche cineasta, ma per fortuna il film rappresenta un eccezionale, vero documento, ed è perciò il migliore omaggio alla memoria del grande Maestro. Ne sono garanti gli autori Harvey Sachs e Larry Weinstein, documentarista di fama internazionale, che ha anche diretto il film. Sachs è uno scrittore canadese che vive in Italia e ha dedicato ad Arturo Toscanini una serie di importanti saggi; molti suoi libri trattano temi musicali. Ma la novità assoluta è che il film attinge notizie sicure, non solo da ricchi epistolari e filmati di archivio, ma soprattutto da 150 ore di conversazioni con amici e parenti che Walter Toscanini, figlio del Maestro, aveva registrato tra le mura domestiche, all’insaputa del padre, durante gli ultimi anni della sua esistenza. Questi nastri, ignorati per mezzo secolo, rivelano alcuni aspetti inediti della vita del grande musicista. Toscanini aveva un carattere difficile ed era molto schivo, perciò non concedeva interviste, né scriveva diari. Ma, con i suoi cari, nell’intimità della propria casa, dava libero sfogo ai propri pensieri: esprimeva opinioni sui colleghi, e sui grandi compositori contemporanei (Verdi, Puccini, Furtwängler…), ricordava le donne amate, rievocava gli scontri con Mussolini e Hitler. A tal proposito voglio rammentare ai più giovani che questo genio della musica fu decisamente ostile al fascismo e al nazismo e definì “pestilenziale” l’atmosfera mussoliniana e “maledetto” l’asse Roma-Berlino. Nel 1931, essendosi rifiutato di eseguire “Giovinezza” (inno trionfale del partito del Duce), prima di un concerto al Comunale di Bologna, fu schiaffeggiato da un gruppo di camicie nere. Condannò apertamente le leggi razziali e reagì a quella mostruosità recandosi in Palestina per dirigere un’orchestra composta da profughi ebrei in Europa. Durante la seconda guerra mondiale fu esule negli Stati Uniti, dove era già di casa e aveva diretto il Metropolitan di New York dal 1908 al 1915.
Interpreti del docu-film sono Barry Jackson (Arturo Toscanini), Joseph Long (il figlio Walter), Carolina Giammetta (la figlia Wally), Valentina Chico (Iris Cantelli), nella foto, Jennie Goossens (Anita Colombo, segretaria della Scala), Michael Brandon (Wilfrid Pelletier, musicista canadese e amico fedele del Maestro, fino alla sua morte).
Mi piace ricordare che la splendida Valentina Chico, bravissima e versatile attrice romana di teatro, cinema e televisione, nota e apprezzata anche all’estero, recita disinvoltamente in lingua inglese, come nel suo primo film “Mario und der Zauberer” di Klaus Maria Brandauer, girato quando aveva appena 18 anni. Il personaggio che ora interpreta è quello di una importante testimone: la vedova del novarese Guido Cantelli, giovane direttore d’orchestra, assai stimato e favorito da Toscanini, ma scomparso prematuramente in un disastro aereo, dopo aver assunto la direzione stabile della Scala.
Il 22 gennaio scorso “Toscanini in his own words” è stato presentato in anteprima a New York dall’Accademia Italiana di Studi presso la Columbia University, in collaborazione con Ensemble for the Romantic Century. Ma potremo vederlo comodamente a casa nostra lunedì 2 marzo, alle 19, quando andrà in onda sul canale culturale francese Arte (Sky), con il titolo “Toscanini par lui-même”. In Inghilterra verrà trasmesso dalla BBC, mentre in Canada sarà visibile su Bravo, il 5 marzo. E a proposito di programmi televisivi, il Maestro considerò con interesse le nuove scoperte tecnologiche e si servì dei più moderni mezzi di comunicazione di massa, avvicinando così diecine di milioni di persone alla musica classica. Già ottantenne, dopo la radio, cominciò a utilizzare la televisione per diffondere anche le immagini dei suoi concerti, raggiungendo l’acme della popolarità. Ricordo la mia emozione di giovane studente, quando nell’agosto 1950, visitando la Mostra della Ricostruzione Nazionale al Palazzo delle Esposizioni a Roma, potei assistere ad una trasmissione televisiva sperimentale: andava in onda l’esecuzione dell’Overture della “Forza del destino” di Giuseppe Verdi, registrata sei anni prima a New York dalla NBC Symphony Orchestra, diretta da Toscanini. Ebbene, mi commuovo ancora oggi, ogni volta che con due clic ritrovo su You Tube le immagini ben conservate e i suoni di quella straordinaria registrazione.
Nelle foto:
La locandina del film
L’attrice Valentina Chico
Arturo Toscanini sul podio


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Posted on 28 Feb 2009 by elettra
 
 
 
 
 

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