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VALENTINA CHICO RECITA “MIA DEA” DI DARIO D’AMATO AL COMETA OFF DI ROMA,


di Enrico Stella

Tra i tanti canali del digitale terrestre (molti ancora silenziosi, o semplici cloni) ne ho scoperto uno, Raisat Premium, puntualmente attivo e miracolosamente risparmiato dai bombardamenti pubblicitari, che ripropone le fiction più seguite dagli italiani: un vero canale della nostalgia. Ed è così che ho ritrovato, dopo dieci anni, una giovanissima Valentina Chico, indimenticabile interprete di “Incantesimo 3”, gratificata da un indice di gradimento raramente uguagliato. Ma la carriera di questa splendida attrice romana era iniziata molto prima che la televisione ne rivelasse il talento a milioni di spettatori: Valentina si era formata, ai tempi del liceo, nella Compagnia Teatrale Socrate, diretta da Pietro Gallina e aveva cominciato a recitare, lavorando su antichi testi greci (Euripide, Sofocle, Aristofane) e su operette di Offenbach ed Hervè, per il Teatro Palladium di Roma. Nel cinema, tra i diciassette e i venti anni, era stata diretta con successo da registi del calibro di Klaus Maria Brandauer e Cristina Comencini. E, benché impegnatissima, non aveva trascurato di diplomarsi in pianoforte al Conservatorio romano di Santa Cecilia: un’altra passione nata in tenera età.
Lasciando un po’ delusi milioni di fans, ansiosi di rivederla più spesso sul piccolo schermo, la Chico, che ha studiato il Metodo Strasberg con Geraldine Barone del prestigioso Actors Studio, ha preferito continuare la sua carriera teatrale, diretta da Marco Maltauro, Peter Clough, José Sanchis Sinisterra, Pierpaolo Sepe, Angelo Savelli, Claudio Boccaccini... Sarebbe lungo l’elenco delle sue interpretazioni sul palcoscenico, davanti a un pubblico che la adora. Ma mi piace ricordare il suo appuntamento annuale al Teatro Rifredi di Firenze per la rappresentazione del suggestivo Ultimo Harem di Savelli, insieme a Serra Yilmaz e Riccardo Naldini, in un’atmosfera da Mille e una notte: il sesto ritorno è fissato dall’11 al 28 febbraio e, come sempre, si prevede il tutto esaurito fin dai primi giorni. L’attività cinematografica e televisiva di Valentina è interamente riportata nella Sezione CHI E’ dell’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi. In questo campo essa ha ricevuto la nomination al Ciak d’oro, come miglior attrice non protagonista, per “Và dove ti porta il cuore” della Comencini. Ha anche vinto il premio da miglior attrice protagonista per “Una giornata nera” al concorso “Corti Pluriel”, al Festival di Venezia 2005. Ed è stata l’interprete femminile, accanto a Filippo Timi, di “Homo Homini Lupus”, vincitore del Premio Cortolazio e del Nastro d’Argento per il Miglior Corto 2007.
Questo incisivo short di Matteo Rovere sulla tragedia della lotta partigiana nell’Italia del 1944, è stato riproposto il 10 gennaio al Lian Club di Roma, in una rassegna di cortometraggi d’autore.
Ora Valentina Chico è reduce dal successo conseguito al Teatro Duse di Genova con il dramma di Giampiero Rappa “Prenditi cura di me”, che ha ottenuto il Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea ed era stato già presentato nel 2008 a Milano e a Roma. E ancora a Roma la rivedremo prestissimo, dal 29 al 31 gennaio, al Teatro Cometa Off, con Mia Dea, il nuovo lavoro di Dario D’Amato, scritto proprio per lei, con la regia di Francesco Spaziani. Nella finzione scenica Valentina sarà una madre in carcere, alla vigilia del terzo compleanno della figlia, una data in cui le verrà tolta la bambina e che la riporterà indietro nel tempo, riaprendo dolorose ferite del passato. La rappresentazione si inserisce nella VI edizione LET (Liberi Esperimenti Teatrali) dedicata alla produzione di giovani autori e interpreti del teatro contemporaneo, a cura di Valerio Aprea e Franco Clavari. Come drammaturgo, D’Amato è stato finalista al Premio Patroni Griffi del Teatro Eliseo di Roma e della rassegna Napoli Drammaturgia in festival. E’ laureato in Scienze della Comunicazione, e nella sua formazione professionale hanno avuto un ruolo preminente i seminari di sceneggiatura curati da due grandi maestri: Hanif Kureishi e Terry Gilliam. Non ha scritto soltanto per il teatro, ma anche per il cinema e la televisione. Un suo curioso, ma affascinante testo teatrale “Morire in fondo è trendy”, rappresentato proprio al Cometa Off e interpretato da Valentina Chico e Susy Laude, è all’ origine del suo primo romanzo, di recente pubblicazione.
Con Mia Dea Dario D’Amato rivela una particolare sensibilità nel richiamare l’attenzione su un delicatissimo problema sociale, ancora irrisolto nel nostro paese. L’attuale ordinamento permette che i bambini di età inferiore ai tre anni, figli di detenute, trascorrano questo periodo assai critico della crescita negli istituti di pena, ambienti assolutamente inadatti al loro sviluppo psichico. Al compimento del terzo anno il grave trauma della separazione colpisce crudelmente sia il piccolo, sia la madre. Una legge del 2001 concede gli arresti domiciliari alle mamme recluse, già condannate, se non esiste il rischio di recidiva e se hanno già scontato un terzo della pena; ma nella maggioranza dei casi la sua applicazione si è dimostrata inattuabile. Il problema potrebbe essere risolto da un disegno di legge, fermo dal 2008 in Commissione Giustizia della Camera, che prevede per queste mamme l’ospitalità in apposite case-famiglia protette, dove i bambini crescerebbero accanto a loro, in un ambiente sereno e adeguatamente attrezzato, almeno fino ai dieci anni di età. Privare un bambino della figura materna, perché figlio di una detenuta, costituisce una violenza contraria ai contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.
Mia Dea, come primo studio in forma ridotta, è stato portato in scena da Valentina Chico, lo scorso 4 settembre a San Casciano dei Bagni, nell’ambito di un festival di teatro, musica e arti visive (“Misticanza 2009”), con l’incantevole cornice delle colline senesi. Poi l’attrice, che si è sempre distinta per il suo impegno civile, è intervenuta, a Venezia, a una importante staffetta dell’UDI (Unione Donne in Italia) contro la violenza sulle donne. In quella occasione è stata invitata a leggere, all’interno del Carcere femminile della Giudecca, brani di testimonianze delle detenute; le stesse ospiti dell’istituto di pena hanno partecipato alla lettura. “Conoscere queste donne, sentire le loro storie che cominciano quasi tutte con la prostituzione, lo sfruttamento, la droga, per sfociare talora in crimini più o meno gravi, è stata una delle cose più toccanti che io abbia vissuto… Donne italiane e non, donne anche molto giovani…Mi sento arricchita da questa esperienza…”

Per informazioni: Teatro Cometa Off, via Luca della Robbia, 47 Roma. Tel. 06 57284637
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Posted on 21 Jan 2010 by elettra
 
 
 
 
 

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