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“AUDREY HEPBURN: PHOTOGRAPHS 1953-1966”

- UN PREZIOSO VOLUME DI BOB WILLOUGHBY-

di Enrico Stella

E’ difficile vederlo esposto in libreria, fuori da una vetrina protetta, e in ogni caso non è permesso sfogliarlo come un qualsiasi volume: di questo gioiello, edito dalla Taschen, sono stati stampati solo mille esemplari, numerati e autografati da Bob Willoughby, autore delle foto e dei brevi testi in inglese, tedesco e francese.
Audrey Hepburn: Photographs 1953-1966 è uno dei libri prestigiosi dedicati alla indimenticabile attrice ed è probabilmente il più voluminoso (310 x 388 mm), rilegato e accolto in una solida, elegante custodia. Le 184 immagini sono distribuite in 282 pagine di carta robusta, destinata a sfidare il tempo. Di fronte a splendidi prodotti dell’editoria mondiale, come questo, mi convinco sempre più che le pagine virtuali, pure utilissime e indispensabili, non sconfiggeranno mai la carta stampata.
Bob Willoughby, nato a Los Angeles nel 1927, è considerato uno dei maggiori fotografi di Hollywood. Aveva studiato design al Kann Institute of Art di Los Angeles, e Storia e Tecnica del Cinema all’USC (University of South California). Alla fine degli anni Quaranta, il tirocinio con Wallace Seawell, Paul Hesse e Glenn Embree, fotografi già affermati nella capitale del cinema americano, segnò il preludio di un’ eccezionale carriera. Famosi i suoi ritratti di attori mitici, come Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Kim Novak, Humphrey Bogart, John Wayne, William Holden e tanti altri. Ma la sua vera musa ispiratrice fu proprio Audrey Hepburn con la quale stabilì un saldo rapporto di amicizia che considerava un dono prezioso e che finì per estendersi all’intera famiglia.



La grazia delicata, l’avvenenza e la gentilezza della giovane attrice, anch’essa agli esordi, non potevano non affascinare Bob quando, nel 1953, fu ingaggiato dalla Paramount durante le riprese di “Vacanze romane”. Da allora, fino al 1966, ebbe il privilegio di seguire Audrey, non soltanto sul set dei suoi film, ma anche nella vita di tutti i giorni, fermando con l’obiettivo fotografico momenti straordinari. Cogliere le espressioni di quel volto dal sorriso radioso, catturarne le emozioni, quasi scrutando l’anima, era una gioia per l’abile Willoughby che riuscì a scattare, nell’arco di tredici anni, ben ventimila foto dell’attrice.
Nel volume pubblicato ora dalla Taschen, il gruppo introduttivo di immagini rappresenta Audrey negli studi Paramount, mentre viene preparata ad una seduta fotografica per il suo primo lancio pubblicitario, o discute con la costumista di Vacanze romane, o con l’attrice e cantante Rosemary Clooney, zia del ben noto George. Nella successiva serie di foto è ritratta in compagnia del cerbiatto Ip e dell’inseparabile Famous, il suo Yorkshire terrier. La Hepburn adorava gli animali, tanto che il marito Mel Ferrer, che dirigeva il film “Verdi dimore”, le aveva affidato il piccolo Ip, un delizioso bambi in carne ed ossa, parte integrante del cast. Davvero inconsuete per il pubblico le foto dell’attrice al supermercato, seguita dal cerbiatto! Ip si comportava come se lei fosse sua madre e veniva ricambiato con altrettanto amore; mangiava con i coniugi Ferrer nella sala da pranzo e faceva la siesta sul loro divano. Famous, che manifestava un po’ di gelosia nei confronti di Ip, morì poi tragicamente, travolto nel traffico di Los Angeles; quando riuscì a superare il dolore per quella perdita, Audrey adottò Assam, un altro Yorkshire terrier; ebbe anche un pastore alsaziano e un cocker spaniel.
La maggior parte delle foto del libro sono state scattate sul set dei film, anche durante le pause. Verdi dimore, con gli sfondi girati nella foresta pluviale, in Guyana e Venezuela, ben si prestava per realizzare immagini suggestive; alcuni ritratti di Audrey, nel ruolo dell’adolescente Rima, sono autentici capolavori. Al gruppo delle foto dedicate a “The Children’s Hour” se ne aggiungono alcune di intimità familiare, come quelle con il piccolo Sean, il figlio tanto desiderato dall’attrice. Quasi contemporaneamente era nato Christopher, il bambino di Bob Willoughby, e il papà scrive: “Le nostre vite si erano gioiosamente incrociate…I nostri primogeniti festeggiavano insieme i loro compleanni ed io li ho fotografati in una inverosimile varietà di luoghi e situazioni…”
Audrey era molto amica di Dorothy, la moglie di Bob, e le due mamme appaiono vicine, in ginocchio, mentre guidano i loro piccoli nei primi passi traballanti. Altre foto riguardano le riprese dei film ”Insieme a Parigi” e “Due per la strada”, ma la serie più numerosa (66) è quella di “My Fair Lady”, in cui è anche colto l’atteggiamento severo del regista George Cukor. Bellissima Eliza nei costumi creati per lei da Cecil Beaton, e mentre canta e danza, raggiante di gioia. Pochi sanno che Cukor e Jack Warner avevano assicurato alla Hepburn che sarebbe stata realmente lei a cantare, senza ricorrere a doppiaggi: la sua voce era perfettamente adeguata, soprattutto dopo le lezioni e gli scrupolosi esercizi quotidiani. Ma, a sua insaputa, regista e produttore fecero doppiare quasi tutte le canzoni al noto soprano Marni Nixon, mantenendo il segreto fino all’ultimo. La voce della Nixon era stupenda, fin troppo, ma, proprio per questo, inadatta alla parte di Eliza. La delusione di Audrey fu davvero amara, tanto più che, mentre registrava, aveva ricevuto gli elogi di André Previn, responsabile delle musiche.
Le foto di Willoughby possono essere ammirate nelle collezioni di molti musei in Europa e in America. Bob si è spento, a 82 anni, lo scorso dicembre, quando il suo grande, ultimo omaggio alla Hepburn non era ancora in libreria. Portò sempre con sé il ricordo del primo incontro con l’attrice: “Mi prese le mani con delicatezza, come una principessa, e mi abbagliò con quel sorriso che Dio ha donato per sciogliere il cuore degli uomini”.

Foto (Copyright 2010 Bob Willoughby):

1. La copertina del libro
2. Il piccolo Sean gioca, felice, con la mamma
3. Audrey, agli esordi, posa negli Studi Paramount
4. Sul set di “Insieme a Parigi”, vestita da Givenchy


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Posted on 06 Oct 2010 by elettra
 
 
 
 
 

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