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LE MUSICHE DI ENRICO SABENA IN UN ARTICOLO DI WWW.COLONNESONORE.NET
Segnaliamo una bella recensione uscita nei giorni scorsi nel sito www.colonnesonore.net sulla colonna sonora del documentario di Fredo Valla Medusa. Storie di uomini sul fondo (2008), che parla di un sommergibile italiano, Medusa appunto, che fu affondato il 30 gennaio 1942 da un sottomarino britannico al largo di Pola, con la morte dei 14 superstiti rimasti intrappolati a 30 metri di profondità. www.colonnesonore.net così commenta la parte musicale: "Le musiche di Enrico Sabena riflettono la convergenza dei linguaggi e appaiono a primo ascolto come un grande pastiche sonoro con dentro di tutto, dalla musica da camera per pianoforte e archi alle tastiere ambient, dal sonoro radiofonico dell'epoca ai saggi di musica atonale fino agli strumenti eclettici come il waterphone (una sorta di violino metallico ispirato alla musica tibetana che, riempito d'acqua, emette suoni eterei e profondi) e l'evocativo theremin (strumento elettronico inventato nel 1924 che si caratterizza per “un eterno legato e glissando” come ebbe a dire il celebre musicologo Curt Sachs). Ma tutti questi elementi fanno da contraltare alle pagine per così dire più “ordinarie” dei bei temi per pianoforte (“Gioventù”, “Ricordi”, “Attoniti”, “Submarine's Requiem”), con le quali Sabena dimostra di saper raccogliere la sua colonna sonora attorno a nodi tematici ben riconoscibili, senza eccessive sperimentazioni che alla fine disorienterebbero troppo l'ascolto. Colpisce la facilità con cui l'autore intreccia timbri e atmosfere differenti, tecniche di esecuzione, approcci che vanno dal tragico “L'affondamento” al pittoresco “Valzer dei marinai” presentato in due versioni. Anche il fronte tastieristico è contaminato da espedienti mai scontati, dalla new age (“Ricordando il vecchio film”) alle gotiche reminiscenze di bisbigli e cori campionati (“I soccorsi falliscono”) fino all'emulazione di una grande orchestra sinfonica. Chiude l'album un brano affascinante, anche per la sua durata di oltre 9 minuti, intitolato “Deep inside”, un monumento alla musica atonale che evoca in tutta la sua assurdità la tragedia dei 14 italiani rimasti sul fondo del mare".
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Posted on 06 Oct 2010 by elettra
 
 
 
 
 

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