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GIANLUCA DENTICI: "IL CINEMA ITALIANO HA BISOGNO PIU' CORAGGIO E VOGLIA DI INNOVARE"



Gianluca Dentici è in nomination per il David di Donatello con il film “La Buca” di Daniele Ciprì. E’ la terza volta che il suo nome appare nella cinquina per gli Effetti Speciali e le dita incrociate sono d’obbligo…insieme a molta attesa e grandi speranze.

Lo raggiungiamo a Londra, dove lavora alla MPC, il cui motto è “Noi costruiamo esperienze visive spettacolari in qualsiasi spazio, su qualsiasi schermo”: e Gianluca Dentici deve aver fatto suo questo progetto non facile.
Al Festival Internazionale di Portsmouth 2014 è stato vincitore per i migliori effetti speciali con il corto “Fortune di Sophie”.
 E comunque si concluda il David di quest’anno, continuerà a lavorare con passione e grande competenza.



Come ti definiresti se dovessi spiegare a un profano la tua attività?
Sono supervisore di effetti visivi, ovvero realizzo e seguo le lavorazioni di effetti visivi digitali. E' un lavoro che ha prettamente a che fare con la riprese di scene su un set reale e la successiva elaborazione nella fase di post-produzione.
Durante questa è possibile ricostruire dei personaggi digitali o ambientazioni fotorealistiche dal sapore attuale o futuristico e tutto ciò viene fatto impiegando software molto specifici che si suddividono in due classi principali: grafica 3D e compositing.
In 3D si ricostruiscono gli ambienti, i personaggi e anche alcuni effetti atmosferici, mentre nel compositing avviene la vera e propria magia, ovvero l'integrazione tra le riprese reali di un film e la computer grafica, al fine di rendere l'effetto realistico. Tra le riprese reali ovviamente includo anche quelle effettuate davanti a schermi verdi o blu (green e blue screen), che in fase di post produzione vengono sostituiti con delle ambientazioni.
Il lavoro è molto complesso e lungo in quanto bisogna raggiungere un livello di dettaglio elevato per ottenere un risultato soddisfacente e realistico, quindi chi fa il nostro lavoro deve avere non solo un ottimo gusto artistico e buone capacità tecniche, ma anche una bella dose di pazienza e passione.



Sei figlio d’arte ma non hai scelto la scenografia. Come mai?
In un certo senso lavoro anche nella scenografia e con la scenografia, in quanto il mio lavoro spazia anche nella ricostruzione digitale di ambientazioni. Inoltre molto spesso durante le varie fasi di lavorazione di un film e nella pre-produzione è molto importante il rapporto con lo scenografo nella definizione sia degli stili che delle tecniche che saranno utilizzate nel film. E' una fase importante che alle volte, ma per fortuna sempre meno, in Italia viene trascurata ma è fondamentale proprio per risparmiare tempo durante le riprese ed al tempo stesso per girare le scene che avranno bisogno di post produzione in maniera corretta.
Dal punto di vista artistico mio padre Marco Dentici mi ha influenzato moltissimo e certamente devo a lui la fascinazione verso il mondo del cinema, io ho scelto una strada parallela ma un po' diversa che mi permette di esprimermi attraverso altri mezzi.



Hai dovuto studiare e lavorare sodo prima di raggiungere il livello attuale, dove hai maturato la tua professione?
Una volta da piccolo mio padre mi portò a vedere E.T. e ricordo che dissi a lui che volevo fare “quello” indicando l'alieno sullo schermo. Posso dire che il mio è stato un sogno realizzato visto che una volta più grande mi sono ritrovato a frequentare l'accademia di effetti speciali di Carlo Rambaldi, il maestro italiano di effetti speciali che tutti ben conosciamo, premiato con 3 Oscar per E.T., Alien e King Kong.
Lì mi sono specializzato in computer grafica e ho cominciato il mio percorso lavorando per altre società su film, serie televisive e pubblicità. Poi anni fa ho aperto insieme ad altri soci una società di effetti visivi, RESET VFX e per quattro anni e mezzo ho provato sulla mia pelle cosa significa essere imprenditore in Italia. Devo dire che nel nostro paese ci sono incredibili risorse artistiche e tecniche, ma sono terribilmente soffocate da un sistema produttivo che in più di qualche caso non merita nemmeno di essere chiamato tale e che punta solo ad un guadagno immediato, spesso disinteressandosi completamente della riuscita del film che hanno prodotto una volta in sala. Chi poi lavora nel nostro settore subisce un trattamento quasi da terzo mondo, con ritardi di pagamenti che oltrepassano di gran lunga i limiti di legge e una mancanza di rispetto verso la nostra professionalità che è davvero vergognosa.



Se a questi motivi si sommano anche le insoddisfazioni di lavorare alle volte su progetti poco avvincenti e spesso troppo provinciali, tranne poche eccezioni, ecco che si ottiene la motivazione per cui ho deciso di abbandonare l'Italia.
Il mio ultimo lavoro è stato “La Buca” di Daniele Ciprì, film per cui sono candidato al David di Donatello per i migliori effetti visivi insieme a RESET VFX. Personalmente mi sono occupato della supervisione del set, della ricostruzione in CG della città in 3D che si vede in alcune scene del film ed anche del compositing insieme ad altri colleghi. Capita raramente di poter lavorare su film italiani che richiedano un cosi' massiccio uso di effetti visivi, è stato molto stimolante e quindi anche il lavoro di pre-produzione ha richiesto un maggiore impegno. Fortunatamente abbiamo lavorato fianco a fianco con Daniele Ciprì, ottimo regista ed amico che è stato molto disponibile e collaborativo nel fornirci stimoli visivi e la sua visione surreale del film. Sono molto soddisfatto del risultato degli effetti che abbiamo realizzato.
Attualmente lavoro a Londra ad MPC, una delle società di effetti visivi più grandi, con ben 9 sedi sparse in tutto il mondo e realizzatrice di tanti grandi film come Harry Potter, Pirati dei Caraibi, Pan, Maleficent e tantissimi altri. Io ho lavorato sugli ultimi 'Exodus' di Ridley Scott e Terminator Genisys, quest'ultimo di prossima uscita al cinema. In questo momento sto lavorando a “Jungle Book” della Disney, un grosso film che sono convinto stupirà moltissimo per l'incredibile qualità visiva.

Che cosa auguri al Cinema Italiano?
Sto assistendo con piacere al successo di film come “Il ragazzo invisibile” di Salvatores e “Tales of Tales” di Garrone, entrambe opere coraggiose e a mio avviso ben riuscite.
Speriamo che il clamore che le sta accompagnando possa rappresentare un trampolino di lancio per nuove idee produttive, dove occorre certamente maggior coraggio e la voglia di innovare, quell'ingrediente che tanto manca in Italia, con l'auspicio che anche tutti i miei colleghi rimasti lì possano beneficiare di un migliore sistema produttivo che sappia valorizzare la loro professionalità e permetta di continuare il loro percorso tecnico-artistico ed imprenditoriale. (testo raccolto da Elettra Ferraù)
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Posted on 30 May 2015 by elettra
 
 
 
 
 

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