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INCONTRI STRAORDINARI AI DAVID DI DONATELLO 2015



di Claudio Manari

Come noto a tutti gli appassionati di cinema il David di Donatello è un premio cinematografico, assegnato dall'Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello a tutti coloro che nel corso dell’anno, in diverse categorie, hanno contribuito alla realizzazione di film selezionati da una giuria che sono stati giudicati di particolare pregio e rilevanza. Il premio viene giustamente considerato come l'equivalente del premio Oscar e deriva il suo nome dalla celebre scultura omonima, una cui riproduzione in miniatura viene assegnata ai vincitori durante la cerimonia di premiazione.
Lo scorso 12 giugno, presso il Teatro Olimpico di Roma ha avuto luogo la cerimonia di premiazione 2015 presentata dal bravissimo e come sempre ironico Tullio Solenghi (nella foto di apertura con il Maestro Ciro Cellurale), durante la quale sono stati assegnati i premi per le opere realizzate durante il 2014.
Il film trionfatore della cinquantanovesima edizione è stato Anime nere di Francesco Munzi che ha ottenuto ben 9 statuette, tra le quali quelle per miglior film, regia, sceneggiatura e produzione.
Altri film che hanno ottenuto premi e consensi sono stati Il giovane favoloso di Mario Martone, Mia madre di Nanni Moretti, Torneranno i prati di Ermanno Olmi, Hungry Hearts di Saverio Costanzo.
I migliori interpreti premiati, Elio Germano Il giovane favoloso e Margherita Buy Mia madre, quali protagonisti e Giulia Lazzarini Mia madre, e Carlo Buccirosso Noi e la Giulia quali non protagonisti
Il migliore regista esordiente è stato Edoardo Falcone per il film Se Dio vuole.
Detto questo e tralasciando il mero elenco dei vincitori e dei candidati in tutte le categorie (presente in un altro articolo del web magazine www.annuariodelcinema.it), desidero porre l’accento su alcuni incontri d’eccezione che ho potuto fare durante la serata e che hanno rappresentato dei veri e propri momenti di emozione senza pari.
La presenza certamente non passibile di inosservanza non poteva essere che quella del regista Quentin Tarantino, vuoi perché come sempre chi proviene dall’America fa sempre notizia e perché trascina con sé quell’aura di magia Hollywoodiana che permea il cinema americano da decenni, e vuoi perché dalle stesse dichiarazioni di Tarantino il cinema italiano è stato il principio ispiratore delle sue opere e della sua passione per la settima arte (Tarantino ha ricordato come sia stato influenzato dal cinema Horror di Bava per il suo Pulp Fiction), ma senz’altro per il sottoscritto e per il Maestro Ciro Cellurale, inviati al David grazie all’Annuario del Cinema Italiano e ad Elettra Ferraù, Alessandro Masini ed Emanuele Masini, gli incontri più densi di significato ed emozionanti sono stati per diverse ragioni che vi svelerò con Gian Luigi Rondi, Ennio Morricone ed Ugo Gregoretti.



Voglio cominciare a condividere le emozioni della serata con l’incontro e le piacevoli chiacchiere con Gian Luigi Rondi, un uomo che non ha bisogno di presentazioni, decano dei critici italiani e Presidente a vita dei David dal 2009 è un pezzo di storia del cinema italiano ed internazionale. Rondi ha conosciuto chiunque abbia fatto cinema durante la sua carriera di giornalista, scrittore e critico che dura da oltre 70 anni. La sua biografia sterminata di eventi, luoghi e fatti è un mosaico di tessere scintillanti che compongono un quadro completo dell’arte cinematografica. Non esiste un attore, regista, produttore, sceneggiatore, costumista, fotografo, truccatore che egli non abbia recensito nelle sue critiche con acume e senso di imparzialità, offrendo sempre agli spettatori una chiave di lettura dei film di incommensurabile valore.
I miei sentimenti di riconoscenza nei suoi confronti risiedono nel fatto che ha voluto onorarmi di una lunga prefazione al mio libro su Elizabeth Taylor che vinse ben tre David, edito da Gremese nella quale ha colto perfettamente lo spirito che come autore mi ha caratterizzato nella scrittura del testo. Averlo rivisto e ricordato insieme la collaborazione di pochi anni fa è stato veramente emozionante, così come lo stupore di accertare che nonostante l’età anagrafica avanzi, la sua mente è sempre pronta e fresca come agli inizi della sua carriera. Rondi ha avuto modo di complimentarsi anche con il maestro Cellurale per le sue opere pittoriche relative alle star che egli dipinge e che ha avuto modo di vedere durante alcune consegne di ritratti che il notissimo artista ha fatto ad attrici come Gina Lollobrigida, Marisa Solinas, Silvana Pampanini, Sophia Loren, Anita Ekberg e tante altre.
Un altro momento indescrivibile è stato l’avere potuto stringere la mano al maestro Ennio Morricone che ha premiato il regista Quentin Tarantino. La standing ovation del pubblico dà il senso della sua grandezza. Morricone è il musicista che ci accompagna con le sue colonne sonore da decenni e che costituisce per l’Italia un patrimonio immortale di classe ed eleganza tradotta in note musicali che riecheggiano nelle nostre menti ogniqualvolta si presentano al nostro udito. La sua schiva personalità è la caratteristica che più ci colpisce ed è la prerogativa dei grandi. Più si è immensi, meno ci si incensa… caratteristica questa sempre meno presente nella presunzione di tanti personaggi che popolano il mondo dell’arte e dello spettacolo senza averne né titolo, né talento.
Una grandissima lezione di vita quella che Morricone offre al suo pubblico.
Concludo con l’incontro con Ugo Gregoretti, regista, giornalista, scrittore, autore ed anche occasionalmente attore. Accolto da un fragoroso applauso del pubblico presente, mentre sullo schermo scorrevano alcune immagini della sua carriera, è stato raggiunto in platea dal conduttore Tullio Solenghi ed ha salutato i presenti con grande simpatia e arguzia. Persona di grandissima cultura ci ha intrattenuti con pazienza e simpatia dedicandoci il suo tempo e rispondendo alle domande che gli abbiamo posto.
Una nota di nostalgia e tristezza con il passaggio sul grande schermo delle immagini di alcuni grandi protagonisti del cinema italiano che ci hanno lasciato recentemente fra i quali Virna Lisi, che tra l’altro era candidata quale migliore attrice protagonista per la sua ultima interpretazione in Latin Lover, Anita Ekberg, Monica Scattini e Francesco Rosi.
Posso certamente affermare che anche se in sala ho incontrato Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Nanni Moretti, Gianmarco Tognazzi, Riccardo Scamarcio, Marco Bonini, Edoardo Leo, Debora Caprioglio, Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, e tanti altri di innegabile talento e qualità, sono i tre personaggi che ho citato ad avermi reso la serata una magica esperienza e una summa di emozioni ineguagliabili che dal punto di vista personale costituiscono l’essenza del cinema, di quel cinema che era fatto da artigiani che si costruivano la carriera passo dopo passo crescendo con le loro capacità e giungendo alle vette delle loro professioni.
E senz’altro grazie a loro che il cinema italiano ha un posto d’onore nel mondo e non è secondo a nessun altro paese costituendo un vanto per tutta la nazione. Grazie all’Annuario del Cinema Italiano ed Audiovisivi senza il patrocinio e la fiducia del quale non potrei scrivere di questi eventi.
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Posted on 16 Jun 2015 by elettra
 
 
 
 
 

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