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FINALMENTE IL CAIRO ...



Testo e foto di Claudio Patriarca (copyright)

“…i minareti di QALAWUN e di BARQUQ apparivano come giganti a guardia delle stelle luminose.”



Questa la veduta, attraverso la grata della mashrabyya, che si presentava ad Amina, la protagonista femminile del romanzo del premio Nobel per la letteratura Naghib Mahfuz "Tra i due Palazzi" che, narrando le vicende di una famiglia di commercianti del Cairo, a partire dai primi anni del 1900, percorre l’evoluzione della società egiziana dal periodo del protettorato britannico fino alla rivolta che rovesciò la monarchia di Re Faruk instaurando la repubblica.



La descrizione del vecchio Cairo fatimida prosegue per tutto il libro, facendo contorno alla narrazione “… quanto era attratta Amina dai minareti che si slanciavano verso il cielo!...li abbracciava tutti…il più caro al sua cuore era quello di el Husein a cui era particolarmente devota…”

Oggi si va al bazar di Khan el Khalili per bere un tè alla menta al Fishawi, lo storico caffè preferito da Mahfuz, vecchio di otre 200 anni, o anche per curiosare tra le centinaia di piccole botteghe dove è possibile acquistare un antico e raffinato gioiello piuttosto che un magnete con l’effige di un faraone o di un cammello, con cui decorare il frigorifero di casa a imperituro ricordo del viaggio in Egitto.

Viene da sorridere vedendo i gruppi dei turisti cinesi che praticamente vengono a ricomprare i “ souvenirs” fabbricati in Cina!

Lasciamo alle nostre spalle la moschea di Husein, procediamo per qualche centinaio di metri, usciamo dalla zona delle botteghe turistiche e dei venditori di incensi e profumi sino ad incrociare Sharia Muezzedin Allah, che potremmo definire, forse impropriamente, il “cardo” dell’antica città islamica che unisce le due porte a nord, Bab el Futuh e Bab el Nasr con la porta meridionale Bab Zuweila.

Da questo incrocio possiamo godere della stessa vista di Amina descritta da Mahfuz.



Il semplice minareto della moschea intitolata al sultano mamelucco Qalaun (1279-1290), si innalza al disopra di una bella cupola. Nelle immediate vicinanze la madrasa e un ospedale. E poi i minareti di Faraq Ibn Barquq; il quartiere Nahhasin con scorci e persone che sembranoo presi in prestito dalle stampe di fine ottocento.

Torniamo verso sud superando, alla nostra sinistra, il complesso di edifici della Moschea di el Azhar, uno dei principali centri di cultura e insegnamento del mondo islamico. Il rettore dell’Università è la prima autorità religiosa in Egitto e i suoi pareri hanno notevole influenza presso la comunità islamica nel mondo.

Per arrivare alla porta sud, Bab el Zuweila, attraverseremo un caratteristico mercato dove canestri pieni di olive si alternano a balle di cotone e a banchi di banane, di manghi, di pomodori, di varie verdure.

Abbiamo deciso di assaporare il Cairo a piccole gocce. Al massimo nel pomeriggio potremmo fare un salto a New Cairo per perderci nei suoi centri commerciali con ristoranti e caffè per ogni gusto e tasca. C’è persino un ben fornito Marks & Spencer nel cui parcheggio dedicato c’è con anche una zona riservata ai motocicli. Risparmieremo un viaggio a Londra. Buono shopping.
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Posted on 11 Dec 2015 by elettra
 
 
 
 
 

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