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LA DOLCE VITTI: MONICA VITTI CELEBRATA in una MOSTRA RICCA di EMOZIONI




di Claudio Manari

Domenica 9 settembre, si è conclusa la mostra "La dolce Vitti", organizzata al Teatro dei Dioscuri al Quirinale e curata da Nevio De Pascalis, Marco Dionisi, Stefano Stefanutto Rosa.

Gli Enti promotori sono stati l’Istituto Luce Cinecittà ed il MiBACT - Direzione Generale Cinema





Come ribadito in conferenza stampa e nei comunicati ufficiali, esiste un incantesimo che Monica Vitti ha fatto al cinema e sul pubblico, e per il quale è forse l’ultima grandissima diva del nostro schermo, amata da spettatori di età, sesso, gusti cinematografici diversi.
Monica Vitti è oggi forse l’attrice che suscita la maggiore simpatia e commozione in un pubblico vasto e trasversale, cinefilo e popolare, di cui ogni singolo spettatore ama la ‘sua’ Monica Vitti.



Come forse a nessuna interprete è riuscito, ha unito le due anime divise del nostro cinema più grande: quella d’autore, il cinema d’impegno e linguaggio, e la Commedia all’italiana. Due anime troppo spesso scisse, conflittuali, che in lei si incarnano, con naturalezza, in un unico corpo. In questa sintesi Monica Vitti è stata ed è un’attrice unica, attraverso decine di incarnazioni diverse: personaggi, trasformazioni, svolte di carriera, Teatro, Cinema, TV, copioni, canzoni… Pubblici diversi, anche, per cui è presenza di volta in volta raffinata e popolarissima.
La mostra fotografica e multimediale, La Dolce Vitti, come detto, ideata e realizzata da Istituto Luce Cinecittà racconta le diverse forme di questa presenza, in 40 anni di spettacolo, decine di film, teatro, TV, costume, cultura alta e popolare, e regala emozioni.



Le 70 fotografie esposte sono state reperite presso importanti archivi pubblici, a partire dal grande Archivio storico dell’Istituto Luce, da quello dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, del Centro Sperimentale di Cinematografia, e privati come Reporters Associati, Archivio Enrico Appetito e altri fondamentali fondi come quelli personali di Elisabetta Catalano e Umberto Pizzi.
Le tappe del percorso espositivo sono: il Teatro, il Doppiaggio, Michelangelo Antonioni, il Cinema Comico e l’evoluzione della Vitti in ‘autrice’, la TV.
Il primo ambiente del percorso accoglie il visitatore con grandi ‘veli’ fotografici e un elemento chiave della Mostra: la voce dell’attrice. Quella voce roca, singolare, così controcorrente rispetto ai canoni dello spettacolo, che è stata una delle chiavi della sua arte.



Per la chiusura della mostra è stato proiettato il film televisivo del 1978 Il cilindro, un capolavoro di Eduardo de Filippo con un giovanissimo Vincenzo Salemme, nel quale Monica è splendida, nel suo brio comico e drammtico al tempo stesso. Una perla di recitazione che ha incantato il pubblico presente.
A questo proposito mi fa piacere citare che nelle file del teatro era presente la grande costumista Odette Nicoletti, che vedete ritratta nella foto in alto col maestro internazionale Ciro Cellurale, che ha dedicato al sottoscritto e all’artista con grande signorilità e cortesia, proprie dei veri professionisti e grandi protagonisti, molto tempo intrattenendosi e complimentandosi per le attività di entrambi, in particolare dei dipinti artistici che il maestro dedica da tempo ai personaggi ello spettacolo. Un vero piacere chiacchierare con lei che ha vissuto e vive tuttora la magia dei set.



Il maestro Ciro Cellurale, in occasione della mostra ha realizzato un disegno in polvere di matita e carboncino di Monica Vitti, che vedete nella foto in alto,, in anteprima per l’Annuario del Cinema Italiano ed Audiovisivi, che farà parte del mio prossimo libro dedicato all’attrice.
Una menzione speciale, per l’attore Carlo Molfese, che ha introdotto il film proiettato, raccontando molti aneddoti sul teatro e sui suoi incontri e la profonda amicizia che lo lega a Monica Vitti.
Molfese ha inoltre sottolineato come nel teatro si possa veramente apprezzare la bravura degli attori e come soltanto in questo modo si possano percepire tutte le emozioni e le sfaccettature dei personaggi da loro interpretati.
In occasione della mostra è stato pubblicato un bel volume La Dolce Vitti, edito da Edizioni Sabinae e Istituto Luce-Cinecittà, a cura di Nevio De Pascalis, Marco Dionisi, Stefano Stefanutto Rosa, con un’introduzione di Irene Bignardi: un racconto testuale di 150 pagine in 10 tappe con uno straordinario apparato iconografico di oltre 100 immagini, Filmografia e Teatrografia e preziose testimonianze.
Un grazie particolare alla Organizzatrice generale della Mostra, Maria Gabriella Macchiarulo, che ci ha accolti con enorme gentilezza, mettendosi a disposizione per qualsiasi esigenza, e che ha introdotto la serata conclusiva con grande professionalità e classe.
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Posted on 18 Sep 2018 by elettra
 
 
 
 
 

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