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NON CI RESTA CHE IL CRIMINE, UN’ACTION COMEDY ALL’ITALIANA



(Il cinema è un’arte in cui bisogna sperimentare continuamente, solo così riusciremo a trovare nuove strade. Massimiliano Bruno)


La trovata di "Non ci resta che il crimine" (che richiama un po’ il viaggio all’indietro nel tempo di “Non ci resta che piangere”, è originale e divertente: tre vecchi amici - Alessandro Gassmann, Gian Marco Tognazzi e Marco Giallini, durante un tour da loro stessi organizzato nella Roma criminale, si ritrovano catapultati nel 1982 nella tana di Renatino e Co. (ovvero la Banda della Magliana), nell’anno dei mondiali di Spagna, quando vinse l’Italia. Da qui partono le esilaranti situazioni in cui vengono a trovarsi i nostri eroi nella commedia diretta da Massimiliano Bruno (che ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Nicola Guaglianone, Andrea Bassi e Menotti).



Il capo della banda della Magliana è un bravissimo Edoardo Leo e la sua donna è Ilenia Pastorelli ancora una volta sorprendente per il suo talento.
Il cast dei protagonisti comprende anche Marco Giallini, Gian Marco Tognazzi e Alessandro Gassman, impeccabilii nei ruoli che interpretano.
Calati in una realtà lontana 36 anni dal loro tempo, i tre amici vorrebbero tornare al loro futuro ma senza rinunciare all’opportunità di fare un po’ di soldi con le scommesse clandestine, proprio sui risultati dei Mondiali, che uno di loro, Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) conosce a menadito partita dopo partita.
Le situazioni si susseguono, con qualche momento “drammatico” e con un finale che lascia sperare in un sequel, su cui gli sceneggiatori non si sono però sbilanciati …



Nella loro vita c’è anche Gianfranco (Massimiliano Bruno), un personaggio disegnato alla perfezione, che non li segue nel viaggio all’indietro nel tempo, ma sarà determinante al momento del ritorno…



LE NOTE DI REGIA DI MASSIMILIANO BRUNO

“Credo che Non ci resta che il Crimine sia un film atipico nel mio percorso professionale. Avevo proprio voglia di testare delle corde nuove, di avventurarmi in spazi che non avevo ancora sondato nei numerosi film che ghost scritto e diretto per la IIF.
Mi piaceva l’idea di mescolare i generi e di legare la commedia all’action movie e al fantasy. Volevo insomma divertirmi su quel terreno di gioco già sperimentato0 da Benigni e Troisi nell’indimenticabile “Non ci resta che piangere” e allo stresso tempo provare a respirare l’aria di “Ritorno al Futuro” e immergermi nelle tonte forti di “Romanzo Criminale”.
Per scrivere la sceneggiatura Andrea Bassi, Nicola Guaglianone, Menotti ed io abbiamo attinto ai film di genere, ma con il puro piacere di abbandonarci alla commedia. Il nostro riferimento è quindi stata quella cultura di confine tra gli anni ’70 e gli ’80 da cui è nata la scelta di riproporre dei movimenti di macchina tipici dei poliziotteschi, come gli zoom sui primi piani o le riprese deformanti dal basso. E mi sono divertito a usare lo spalti. Screen su molte scene per regalare al film una confezione che sembri realmente venuta dal passato.
Per lo stesso motivo ho chiesto al direttore della fotografia Federico Schlatter di dare al film una pasta che richiamasse quel cinema ma con una cifra più attuale. Lo stesso è avvenuto con la montatrice Luciana Pandolfelli con la quale abbiamo realizzato un vero e proprio omaggio a quel tipo di cinema senza però rinunciare a un ritmo più moderno e serrato che eliminasse i tempi morti di alcuni film di genere del passato.
La colonna sonora, affidata anche quest'anno a Maurizio Filardo, è stata poi la ciliegina sulla torta che ha attribuito definitivamente a Non ci resta che il Crimine un carattere vintage e un sound autenticamente d’epoca.
E’ stato molto faticoso girare questa storia, non lo nascondo, e alcune scene, come quella della rapina, ci hanno portato via molti giorni di riprese. Anche dirigere gli attori è stato un po’ più complicato del solito visto che alcuni di loro affrontavano un ruolo per loro inedito.
Basti pensare ad Edoardo Leo, per la prima volta nei panni del cattivo, con cui abbiamo fatto un approfondito studio del personaggio del nostro “Renatino” che doveva essere credibile nella malvagità ma contemporaneamente divertente. Abituato spesso a ruoli di simpatico e bello, Gassmann stavolta aveva un compito diverso e ha affrontato egregiamente te l’ingenuo del gruppo. Giallini è stato perfettamente a suo agio nei panni del cialtrone navigato che pensa di conoscere tutto ma in fondo non conosce niente. Tognazzi ha reso in maniera credibile e originale un pusillanime che impara a tirare fuori il carattere e infine la Pastorelli è stata bravissima nell’insolito ruolo della paracela bomba sexy.
Gli altri personaggi della Banda della Magliana sono stati poi affidati ad artrosi davvero credibili nel ruolo dei criminali, perché volevo che facessero realmente paura. E così, per dare il sapore della verità, ho scelto Bevilacqua, Conidi, Locci, Galante e tutti gli altri.
Il cinema è un’arte in cui bisogna sperimentare continuamente, solo così riusciremo0 a trovare nuove strade".




CAST TECNICO
Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, Italian International Film, con Rai Cinema
Regia: Massimiliano Bruno
Soggetto di Andrea Bassi, Massimiliano Bruno, Nicola Guaglianone, Menotti.
Fotografia: Federico Schlatter
Scenografia: Sonia Peng
Costumi: Alberto Moretti
Montaggio: Luciana Pandolfelli
Musiche originali: Maurizio Filardo

(Foto di Claudio Patriarca - Copyright)

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Posted on 07 Jan 2019 by elettra
 
 
 
 
 

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